Come riconoscere i vari tipi di castagne

Le castagne non sono tutte uguali e si differenziano per qualità, grandezza e sapore. L’albero del castagno stesso è di varie tipologie: c’è quello europeo, quello giapponese, resistente a molte malattie e quello americano. I castagni del nostro Continente sono alti e longevi, con una chioma ricca di foglie caduche. Qualora s’intervenga sulla pianta con innesti o miglioramenti genetici, si parla di “cultivar”.

I tipi di castagna

Il botanico italiano Luigi Fenaroli ha suddiviso le castagne in svariate tipologie. Tra queste, citiamo la Carpinese, cultivar tipica dell’Appennino Settentrionale e della Corsica che si presta ad essere consumata sia bollita che sotto forma di farina di castagne; l’Agostana, primaticcia che si raccoglie già ad agosto.

In ambito regionale, poi, sono svariati i nomi che vengono dati alle varie qualità IGP o DOP.
Quelle più diffuse, sono senz’altro la Castagna della Madonna di canale d’Alba, che matura in tempi precoci, la Bracalla che riconoscerete perché è di dimensioni maggiori della media, il Garrone rosso, dai frutti grandi e saporiti che viene spesso scambiata per un marrone e la Castagna di Montella, che si presta particolarmente ad essere disseccata.

Dalla fusione del castagno europeo con quello giapponese, inoltre, deriva la varietà Eurogiapponese, la cui pianta è più resistente e i frutti di elevata pezzatura.

I marroni

Un discorso a parte, meritano i marroni, una varietà di cultivar di castagne tondeggiante, più grande e dalla polpa ben divisa dalla buccia della castagna, particolare che li rende molto più semplici da pelare.

Per le dimensioni maggiori e la dolcezza particolarmente accentuata, i marroni sono più spesso utilizzati nell’industria dolciaria (sono celebri i marron glacé).

Anche i marroni hanno una loro specifica distinzione, soprattutto a seconda delle zone, ad esempio: Marrone del Mugello, Marrone di San Zeno, Marrone della Valle di Susa e Marrone AntrodocanoQuest’ultimo, si raccoglie nel reatino, più precisamente nella zona di Antrodoco. L’innesto che ha portato alla sua creazione, venne importato in epoca feudale dalla vicina Toscana e, ad oggi, questo marrone si trova fino ai 900 m d’altitudine nei boschi da Cittaducale a Micigliano. Particolarmente dolce e versatile, il Marrone Antrodocano ha ricevuto anche la certificazione DE. c. o. (Denominazione Comunale d’Origine) ed ha una festa autunnale dedicata nel luogo d’origine.

Ecco come si riconosce una castagna da un marrone

Come già accennato, il marrone ha dimensioni maggiori della castagna e la sua forma è più tondeggiante, il guscio più liscio e chiaro.
La castagna, oltre ad essere più piccola, ha una forma leggermente schiacciata e quando si apre presenta una pellicola lanuginosa sulla polpa, spesso difficile da rimuovere completamente.

Il marrone ha una pellicola molto più facile da rimuovere, anche in virtù della superficie più omogenea del frutto. 

A livello di sapore, è innegabile che il marrone sia più dolce della castagna (ottima comunque se arrostita), quindi si presta maggiormente a ricette dolci, salate o semplicemente ad essere gustato da solo.

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